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Quella del 3 Settembre è decisamente stata una giornata a tutto wedding. Sono infatti ben due le coppie VIP ad esser convolate a nozze: la prima (la più bersagliata dai media) è la coppia formata dalla bellissima e dolcissima Cristel Carrisi (figlia dei nostrani Albano Carrisi e Romina Power) e dal fascinoso Davor Luksic (uno degli imprenditori fra i più ricchi della Croazia, nonché appartenente ad una delle famiglie più antiche e benestanti dell’intero Sud America). La seconda coppia, è quella composta da Martina Stella (ben nota attrice italiana) e Andrea Manfredonia (meno conosciuto ai più, ma procuratore sportivo).

A questo punto la domanda è: potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di postare anche noi qualche piccola considerazione in merito ai due eventi VIP? Direi proprio di no!

Parliamo anzitutto di stile e di location. Cristel e Davor hanno scelto la bellissima Lecce (Chiesa barocca di San Matteo per la cerimonia religiosa, poi ricevimento nella splendida cornice un po’ bucolica e un po’ rustica della tenuta di papà Albano, Cellino San Marco, presso la masseria “La Mea”). Martina e Andrea, al contrario, hanno scelto Sutri, in provincia di Viterbo (anche per loro nozze in una piccola Chiesa immersa nel verde, seguita da un ricevimento presso una delle ville/casale di proprietà dei Manfredonia stessi).

Un matrimonio classico ed elegante dunque (seppur con reminescenze dalla campagna toscana, luogo molto caro ovviamente alla sposa), per la coppia Stella-Manfredonia, opposto ad un matrimonio un po’ country chic e un po’ bucolico adottato dalla coppia Carrisi-Luksic. C’è assolutamente da prendere ispirazione!

Il primo focus, a mio avviso, va inevitabilmente ai due abiti da sposa. Le scelte, potremmo dire, sono dimaetralmente opposte: l’affascinante Martina Stella ha optato per un abito realizzato ad hoc, semplice e fasciante, rigorosamente bianco (opera dello stilista Alessandro Angelozzi).

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Abito Alessandro Angelozzi, modello “Astrodon”, collezione ROCÍO, indossato da Martina Stella. FONTE: http://www.alessandroangelozzicouture.it

La dolce Cristel ha invece preferito le reminescenze eteree e delicate di uno splendido Monique Lhullier.

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Modello Monique Lhullier, “Severine”, collezione SPRING 2016. FONTE: https://www.moniquelhuillier.com

Ammetto: il mio cuore ha palpitato per l’abito di Cristel. Il gioco del pizzo che si rincorre sulla scollatura leggermente a “V” del corpino, perdendosi sulla leggerezza della gonna in delicato tulle (una splendida A-line, adatta a qualsiasi donna, ma ancor di più a quelle donne che vogliono celare maggiormente qualche rotondità all’altezza di gambe e fianchi), con quella impalpabile trasparenza di un sottogonna color rosa carne…. Sì, decisamente tutto ciò mi ha fatta sognare!

L’abito di Martina Stella, al contrario, mi è parso fin troppo semplice. Ma, si sa, si tratta di punti di vista e l’importante (come mi piace sempre dire) è che l’abito piaccia alla Sposa, non agli altri!

Se, da un lato, a parer mio, la battaglia dell’abito da Sposa può dirsi vinta da Cristel, quella per l’abito delle damigelle depone insindacabilmente a favore di Martina. C’è poco da dire in merito, ma lascerò giudicare voi:

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Dress code per le damigelle di Cristel Carrisi. FONTE: http://www.notizie365.com

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Dress code per le damigelle di Martina Stella. FONTE: @Enzo_Miccio on TWITTER.

Non sono una Wedding Planner notoriamente contraria ad abiti differenti fra di loro per le damigelle della Sposa. Ma, a giudicare da queste foto, il dress code per il corteo di Cristel era davvero disomogeneo. Va anzitutto premesso che quando la scelta di un colore così intenso, un pienissimo verde (l’idea era quella di omaggiare i secolari Ulivi non solo di Cellino San Marco ma pugliesi in generale), è già di suo piuttosto complicata da gestire (immaginate: quanti si saranno voltati a guardare la macchia di colore verde intenso accanto alla Sposa prima ancora di guardare la Sposa stessa? Molti, temo…) la ricerca di un forte senso di omogenità dovrebbe a maggior ragione essere obbligatoria. Vale a dire: va benissimo scegliere un bel verde intenso (per quanto i colori pastello sarebbero sempre e comunque da preferire proprio per evitare l’effetto “attira-attenzione” che, in una giornata simile, dovrebbe essere diretto essenzialmente sugli Sposi), e va bene anche optare per diverse sfumature di verde, ma la forma degli abiti non può variare così vistosamente! E se il mio occhio, poi, finisce sul colore di quella stola color verde un po’ oliva un po’ mela… c’è da fare una smorfia di disapprovazione estrema.

Chapeau invece a Martina Stella, al contrario, il cui corteo di damigelle ha optato per tinte verde acqua marina ma in pastello, stessa linea dell’abito e – rullo di tamburi – anche un corteo di piccoli paggetti e piccole damigelle, con tanto di coroncine e cestini floreali! Cosa chiedere di più ad una Sposa VIP?

Cosa dire, infine, delle decorazioni floreali? Come detto, Cristel e Davor hanno riservato molta importanza al tema dell’ulivo, motivo per il quale il color verde l’ha fatta decisamente da padrone. Ecco allora spuntare all’ingresso della Chiesa due bellissime grandi composizioni in quelle che sembrano essere bouquet di hydrangea verdi miste a piccole nuvolette di delicata gypsophila. E, all’interno della Chiesa, una magica passeggiata fra piccoli alberi di ulivo e deliziosi chandelier luminosi pendenti.

Relativamente a Martina Stella si sa un po’ di meno, ma a giudicare dalle decorazioni floreali in fase di allestimento nella Chiesa c’è da presupporre, anche in tal caso, una scelta piuttosto classica a base di rose.

Una breve considerazione e un apprezzamento professionale va comunque fatto ai talentuosi Wedding Planner che si sono occupati di questi due matrimoni VIP. Cristel e Devor, infatti, hanno incaricato le bravissime organizzatrici di “Palazzo Eventi di Verona” (meno note ai non addetti ai lavori), mentre Martina Stella e Andrea Manfredonia hanno scelto di affidarsi alle sapienti mani di Enzo Miccio (ben più noto alle masse). Si sa, il lavoro del Wedding Planner è creatività, managerialità, professionalità (e tante altre qualità indispensabili) ma spesso è soprattutto mediazione, fra il proprio stile e la propria vision e le scelte degli Sposi.

In conclusione: che abbiate preferito l’evento di Cristel Carrisi o quello di Martina Stella (fateci sapere le vostre opinioni al riguardo lasciando un commento qui sotto!) sicuramente qualcuna di voi avrà potuto prendere qualche ispirazione per il proprio matrimonio (a proposito: avete già scelto se ASSUMERE UN WEDDING PLANNER oppure no per le vostre nozze?). O, magari, ne avrà tratto qualche sana considerazione di stile…! Ai posteri l’ardua sentenza.

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Qualche giorno fa, in TV, durante un talk show, un personaggio pubblico abbastanza noto (una giornalista e conduttrice televisiva) ha pronunciato la seguente frase: “Come ho organizzato io il mio matrimonio? In maniera molto semplice! E soprattutto, senza ingaggiare un Wedding Planner. L’idea di delegare a qualcun altro non era nei miei intenti. Voglio dire, al mio matrimonio volevo sentirmi la protagonista, non l’invitata!“. La frase, in sostanza, era questa, con relativo implicito significato, ovvero: “Wedding Planner? NO GRAZIE! Perché permettere a qualcuno di impormi i suoi gusti personali ed escludermi così da ogni decisione relativa al MIO evento di nozze?”.

In qualità di Wedding Planner, mi è ovviamente dispiaciuto sentire queste parole perché purtroppo sono l’ennesima dimostrazione di un duplice aspetto molto ben noto agli “addetti ai lavori” come me: da una parte, la cattiva esperienza che non di rado molti Sposi hanno quando si affidano ad un Wedding Planner non professionale e non qualificato (o, peggio ancora, con manie di protagonismo). Dall’altro, la totale non conoscenza del ruolo che questa figura assume allorquando viene ingaggiata per l’organizzazione di un qualsivoglia evento, nello specifico: un matrimonio.

E allora, per quanto mi sembri sempre molto strano ritrovarmi a doverlo specificare nuovamente (considerando che questa professione è ormai abbastanza diffusa sul territorio da vari anni, e gli Sposi dovrebbero teoricamente aver ormai compreso le caratteristiche della figura del Wedding Planner), ci tengo a precisare che:

  • un Wedding Planner, per nessuna ragione al mondo, interferisce con i desideri degli Sposi. Tutt’altro: un Wedding Planner *ASSECONDA* i desideri degli Sposi, esalta i loro spunti creativi (quando presenti), ascolta e consiglia in base alla propria esperienza.
  • Un Wedding Planner non sovrasta le decisioni degli Sposi (le uniche “eccezioni”, se così possiamo dire, sono quelle dovute a cause di forza maggiore, quando cioè la propria esperienza consente di anticipare rischi che gli Sposi, chiaramente, non potrebbero prevedere. Potremmo definirla come una sorta di “proiezione dei rischi in un evento”, contro i quali rischi – e conseguenti problemi – un Wedding Planner è obbligato, in fede al proprio mandato, ad impegnarsi nella ricerca di ogni possibile soluzione, a volte anche spulciando nell’impossibile, pur di assicurare agli Sposi la riuscita dell’evento stesso).
  • Un Wedding Planner, in sostanza, non è un antagonista ma un *ALLEATO*, e c’è una gran bella differenza. E’ una persona di cui gli Sposi devono sentire di potersi fidare, una persona con la quale instaurare un certo grado di empatia, di confidenza molto spesso. Una persona che gli Sposi cercano non perché questa si faccia carico di scelte personali, non perché essa diventi protagonista dell’evento di nozze, ma perché possa semmai aiutare gli Sposi stessi ad esaltare le *LORO* scelte, i *LORO* desideri, che li aiuti nella gestione anche di situazioni molto complesse e/o stressanti (a volte, potrà sembrar strano, ma anche soltanto la distribuzione e disposizione degli ospiti ai tavoli può essere fonte, per alcuni Sposi, di profondo stress. Si sa, ogni famiglia ha le proprie beghe familiari da affrontare ).

In conclusione (ma la lista di PRO potrebbe durare ancora molto a lungo…), assumere un Wedding Planner non implica perdere il monopolio dell’organizzazione del proprio evento di nozze. Non significa, cioè, delegare a qualcun altro  il gusto e il piacere dell’organizzazione, giacché un Wedding Planner ha come unico scòpo quello di supportare nel migliore dei modi gli Sposi nell’organizzazione di un evento che, in fondo, va ben al di là della semplice scelta del colore di un tovagliato o della tipologia di centrotavola, del tipo di bomboniera o della meta per il viaggio di nozze. A buon intenditor…!

Naturalmente, ognuno di noi sceglie cosa è meglio per se stessi e cosa maggiormente si confà alla propria personalità, ai propri desideri, e così via. Il che può essere letto come: non tutti hanno bisogno di un Wedding Planner. E ciò è innegabile e profondamente corretto. Anzitutto, perché non tutti hanno necessità di gestire lo stress da matrimonio (del resto: non tutti siamo uguali), e non tutti sentono l’esigenza di personalizzare il proprio evento ascoltando ed eventualmente accogliendo i suggerimenti di una figura professionale. Ciò nonostante, ho trovato fosse doveroso da parte mia (in qualità di “esperta del settore”) puntualizzare nuovamente alcuni aspetti salienti che caratterizzano questo mestiere, rivolgendomi in particolare cioè a quanti di vi voi, semplici lettori o futuri Sposi, dovessero essersi eventualmente fatti – magari involontariamente – un’idea distorta del ruolo del Wedding Planner.

Personalmente, mi prefiggo sempre l’obiettivo di rappresentare un valido supporto, operativo e gestionale, nonché umano, per i miei Sposi. E il mio consiglio è quello di diffidare sempre da quei Wedding Planner che, con sufficienza e manie di protagonismo, tentano di imporre la propria visione delle cose e dei fatti ai propri Sposi. Perché allora sì, vi garantisco che la vostra esperienza non potrà in alcun modo essere positiva. Non perché sia la figura del Wedding Planner, in senso lato, ad essere sbagliata. Ma perché purtroppo, più banalmente, avrete semplicemente commesso l’errore di affidarvi alla persona sbagliata. Occhi aperti….!