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Wedding Planner? No grazie!

wedding planner

Qualche giorno fa, in TV, durante un talk show, un personaggio pubblico abbastanza noto (una giornalista e conduttrice televisiva) ha pronunciato la seguente frase: “Come ho organizzato io il mio matrimonio? In maniera molto semplice! E soprattutto, senza ingaggiare un Wedding Planner. L’idea di delegare a qualcun altro non era nei miei intenti. Voglio dire, al mio matrimonio volevo sentirmi la protagonista, non l’invitata!“. La frase, in sostanza, era questa, con relativo implicito significato, ovvero: “Wedding Planner? NO GRAZIE! Perché permettere a qualcuno di impormi i suoi gusti personali ed escludermi così da ogni decisione relativa al MIO evento di nozze?”.

In qualità di Wedding Planner, mi è ovviamente dispiaciuto sentire queste parole perché purtroppo sono l’ennesima dimostrazione di un duplice aspetto molto ben noto agli “addetti ai lavori” come me: da una parte, la cattiva esperienza che non di rado molti Sposi hanno quando si affidano ad un Wedding Planner non professionale e non qualificato (o, peggio ancora, con manie di protagonismo). Dall’altro, la totale non conoscenza del ruolo che questa figura assume allorquando viene ingaggiata per l’organizzazione di un qualsivoglia evento, nello specifico: un matrimonio.

E allora, per quanto mi sembri sempre molto strano ritrovarmi a doverlo specificare nuovamente (considerando che questa professione è ormai abbastanza diffusa sul territorio da vari anni, e gli Sposi dovrebbero teoricamente aver ormai compreso le caratteristiche della figura del Wedding Planner), ci tengo a precisare che:

  • un Wedding Planner, per nessuna ragione al mondo, interferisce con i desideri degli Sposi. Tutt’altro: un Wedding Planner *ASSECONDA* i desideri degli Sposi, esalta i loro spunti creativi (quando presenti), ascolta e consiglia in base alla propria esperienza.
  • Un Wedding Planner non sovrasta le decisioni degli Sposi (le uniche “eccezioni”, se così possiamo dire, sono quelle dovute a cause di forza maggiore, quando cioè la propria esperienza consente di anticipare rischi che gli Sposi, chiaramente, non potrebbero prevedere. Potremmo definirla come una sorta di “proiezione dei rischi in un evento”, contro i quali rischi – e conseguenti problemi – un Wedding Planner è obbligato, in fede al proprio mandato, ad impegnarsi nella ricerca di ogni possibile soluzione, a volte anche spulciando nell’impossibile, pur di assicurare agli Sposi la riuscita dell’evento stesso).
  • Un Wedding Planner, in sostanza, non è un antagonista ma un *ALLEATO*, e c’è una gran bella differenza. E’ una persona di cui gli Sposi devono sentire di potersi fidare, una persona con la quale instaurare un certo grado di empatia, di confidenza molto spesso. Una persona che gli Sposi cercano non perché questa si faccia carico di scelte personali, non perché essa diventi protagonista dell’evento di nozze, ma perché possa semmai aiutare gli Sposi stessi ad esaltare le *LORO* scelte, i *LORO* desideri, che li aiuti nella gestione anche di situazioni molto complesse e/o stressanti (a volte, potrà sembrar strano, ma anche soltanto la distribuzione e disposizione degli ospiti ai tavoli può essere fonte, per alcuni Sposi, di profondo stress. Si sa, ogni famiglia ha le proprie beghe familiari da affrontare ).

In conclusione (ma la lista di PRO potrebbe durare ancora molto a lungo…), assumere un Wedding Planner non implica perdere il monopolio dell’organizzazione del proprio evento di nozze. Non significa, cioè, delegare a qualcun altro  il gusto e il piacere dell’organizzazione, giacché un Wedding Planner ha come unico scòpo quello di supportare nel migliore dei modi gli Sposi nell’organizzazione di un evento che, in fondo, va ben al di là della semplice scelta del colore di un tovagliato o della tipologia di centrotavola, del tipo di bomboniera o della meta per il viaggio di nozze. A buon intenditor…!

Naturalmente, ognuno di noi sceglie cosa è meglio per se stessi e cosa maggiormente si confà alla propria personalità, ai propri desideri, e così via. Il che può essere letto come: non tutti hanno bisogno di un Wedding Planner. E ciò è innegabile e profondamente corretto. Anzitutto, perché non tutti hanno necessità di gestire lo stress da matrimonio (del resto: non tutti siamo uguali), e non tutti sentono l’esigenza di personalizzare il proprio evento ascoltando ed eventualmente accogliendo i suggerimenti di una figura professionale. Ciò nonostante, ho trovato fosse doveroso da parte mia (in qualità di “esperta del settore”) puntualizzare nuovamente alcuni aspetti salienti che caratterizzano questo mestiere, rivolgendomi in particolare cioè a quanti di vi voi, semplici lettori o futuri Sposi, dovessero essersi eventualmente fatti – magari involontariamente – un’idea distorta del ruolo del Wedding Planner.

Personalmente, mi prefiggo sempre l’obiettivo di rappresentare un valido supporto, operativo e gestionale, nonché umano, per i miei Sposi. E il mio consiglio è quello di diffidare sempre da quei Wedding Planner che, con sufficienza e manie di protagonismo, tentano di imporre la propria visione delle cose e dei fatti ai propri Sposi. Perché allora sì, vi garantisco che la vostra esperienza non potrà in alcun modo essere positiva. Non perché sia la figura del Wedding Planner, in senso lato, ad essere sbagliata. Ma perché purtroppo, più banalmente, avrete semplicemente commesso l’errore di affidarvi alla persona sbagliata. Occhi aperti….!

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