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Sulla meravigliosa invenzione del Wedding Planner ( un po’ di sana autopromozione )

Un (inatteso, per me) post autocelebrativo. Scritto in buona fede e a cuore aperto a tutti coloro (spose, sposi, damigelle, amici degli sposi, parenti, eccetera eccetera…) che da un po’ di tempo si pongono la domanda: “Ma perché mai dovrei affidarmi ad un Wedding Planner?

Non che si tratti di un argomento nuovissimo: in rete troverete moltissimi articoli redatti da altrettanti Wedding Planner che hanno già tentato – prima di me – di fornirvi una logica spiegazione al profuso dilagare negli ultimi tempi di questa figura professionale nel settore dei matrimoni, elencando i pro e contro del caso, suggerendovi da chi diffidare e di chi, invece, fidarvi. Però intendiamoci: il Wedding Planner esiste dall’alba dei tempi, è quasi anacronistico definirla una vera e propria “nuova figura professionale”. Lo stesso Re Sole nei meravigliosi palazzi di Versailles se ne serviva. E se andassimo ancora a ritroso troveremmo sue tracce persino fra gli Antichi Greci. Solo che, a quei tempi, nessuno si sarebbe mai sognato di chiamarlo Wedding Planner, semmai avreste potuto riferirvi a lui come ad un Maestro di Cerimonie. Insomma: una professione antichissima, che per secoli è stata appannaggio di pochi (fortunatissimi) eletti al servizio di potenti Signori, Re, Regine e così via. Un mestiere nato e sopravvissuto ai tempi per consentire ai grandi sovrani di delegare ad una persona altamente competente l’organizzazione di grandi eventi, cerimonie e manifestazioni sociali di forte rilievo ed impatto politico-economico.

Se l’incipit vi sembra decontestualizzato rispetto ai tempi moderni e alle vostre personali esigenze, vorrei sottoporre alla vostra analisi il fatto che un evento, per quanto grande o piccolo che sia, con budget più o meno alto, ha sempre un esito differente quando ad occuparsene è una persona totalmente estranea all’evento stesso. Ed intendo: un esito positivo, migliore. Tralascerò deliberatamente, da questa considerazione, quella percentuale di Wedding Planner che non svolgendo a regola d’arte il proprio mestiere invogliano molti di voi a diffidare da questa figura professionale. Ma del resto: non accade la stessa cosa anche con altre tipologie di professionisti? Medici, avvocati, ragionieri: con quanti vi siete trovati bene (anzi: benissimo!) e con quanti vi siete invece ritrovati a dover intentare persino delle cause? Insomma: accade. Può accadere. Si spera non debba succedere, ma può succedere. Questo però, in generale, vi ha mai spinti a dire: “Basta! Mai più medici! Mai più ragionieri! Mai più avvocati!” ? Sì ok: forse lo avrete anche pensato nei momenti più brutti, ma probabilmente in seguito vi sarà persino toccato tornarci, dal medico. O dal ragioniere. O dall’avvocato. Stavolta: scegliendone uno diverso, ed auspicabilmente migliore. Ecco: anche il Wedding Planner è un libero professionista. In sostanza, anche in questo settore rischierete di trovare un professionista che poi tanto professionista non è. Il punto focale però rimane sempre quello: imparare a sceglierlo. Perché quella del Wedding Planner è una professione che ha sì origine in tempi storici non sospetti… ma è solo da qualche anno – specie in Italia – che sta finalmente affermandosi anche per un pubblico più vasto, potremmo dire “popolare”, con servigi non più destinati solamente ad una certa élite. Quindi: perché non approfittarne?

Personalmente, sono sempre stata una persona “organizzata”. Le mie maestre delle scuole medie non facevano che ripeterlo a profusione a mia madre (giustamente compiaciuta della cosa  ;)  ). E credo sia proprio da mia madre che ho ereditato la voglia di organizzare eventi. Aveva (ha tuttora) un suo codice, un suo mantra, una sua filosofia sul cosa andasse fatto e sul cosa no, sul come tutto andasse pianificato, fin nei minimi dettagli, in un evento familiare. Ha sempre avuto molta fantasia e si affidava ai migliori fornitori, li selezionava dopo minuziose (e per me, con gli occhi di bambina, divertentissime) analisi. Insomma: si è sempre prodigata per organizzare tutto da sola e fare bella bella figura davanti ai suoi ospiti. Risultato: non ricordo un’occasione in cui non sia arrivata al giorno dell’evento stressatissima, tesissima, al punto da non riuscire nemmeno a gustarsi il pranzo o la cena. Sempre sorridente, ma con lo stomaco pressoché vuoto per l’ansia che qualcosa andasse storto.
Il punto è che non penso che quello che accadeva (accade!) a mia madre sia così distante da quello che probabilmente è già accaduto anche voi nell’esatto momento in cui avete deciso di organizzare da soli la comunione di vostra figlia o vostro figlio, o un anniversario di nozze, o peggio ancora… il vostro stesso matrimonio. Sono certa, anzi certissima, che se avete fatto questa scelta è perché – come mia madre – avevate voglia di stupire i vostri ospiti, di occuparvi in prima persona delle spese, del budget, insomma: di mettere la vostra personale firma sull’evento. Ho però qualche dubbio sul fatto che, a posteriori, possiate dire che far fronte all’intera organizzazione della giornata (con i suoi pre, i durante e i dopo) sia stato facile come bere un bicchier d’acqua…! 

Ecco: qui entra in gioco il Wedding Planner. Tralasciando in sostanza i casi di coloro che si sentono scettici a chiamare (di nuovo) un Wedding Planner (alla soluzione del cui problema ho già fornito una personale dritta qualche paragrafo più su  :P  ), e concentrandomi invece su coloro che diffidano dal farlo perché si sentono minacciati dalla verve creativa di un estraneo… ecco, a queste persone posso assicurare che il ruolo del Wedding Planner non è quello di invadere, ma di coadiuvare. Non di imporsi, ma di sostenere.  E’ innegabile che ogni Wedding Planner abbia desiderio di agire nel rispetto di un certo stile e di determinate regole, ma va chiarito che ci tiene a farlo perché sa che è grazie a quelle regole che potrà assicurare all’evento di cui si sta occupando un totale successo. Quindi la sola cosa di cui dovrete preoccuparvi sarà che la persona alla quale avete chiesto di organizzare, ad esempio, il vostro matrimonio non stia oltrepassando quel limite invalicabile in cui l’estro personale – quello del Wedding Planner – si impone in modo sconsiderato sui vostri desideri e sulle vostre specifiche esigenze. Appurato questo importantissimo dettaglio, non avrete che da guadagnare dall’aiuto del Wedding Planner: zero stress, zero problemi, zero rischi inattesi (quelli a cui doveva far fronte la mia povera mamma quando qualcosa andava storto!), ma piuttosto grande apporto creativo e forte (imparziale) supervisione esterna. Sarà come apporre la vostra stessa firma sull’evento, condividendo un piccolo spazietto con il Wedding Planner che vi ha dato man forte nell’intera gestione, accollandosi per voi l’onere di mettere in scena la vostra personale giornata. Perché lo fa? Perché è così da secoli: i Wedding Planner, moderni discendenti dei più antichi Maestri di Cerimonie, sono sostanzialmente degli estrosi masochisti con l’amore per l’arte e per l’organizzazione, il cui unico desiderio, quello che li spinge ad assumersi importanti responsabilità, è quello di sapere che hanno reso felice una persona semplicemente cucendole addosso “l’abito dei suoi sogni”, ovvero: la Giornata Perfetta.

Quale invenzione migliore di questa…? 

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